L’attenzione verso i prodotti certificati cresce. Sia da parte dei consumatori, che preferiscono sempre più prodotti con una certificazione, sia da parte delle aziende che «scelgono un modello di approvvigionamento più equo, trasparente e attento ai diritti umani lungo tutta la filiera».
A descrivere lo scenario che racconta anche un cambiamento e una nuova tendenza, è Fairtrade il movimento internazionale per la sostenibilità, i diritti umani e ambientali e una famiglia di marchi di certificazione che si trovano su prodotti come caffè, cacao, banane, ananas, tè coltivati o realizzati a condizioni che migliorano la qualità di vita degli agricoltori in Asia, Africa e America Latina. L’occasione è stata offerta dall’evento annuale “Coltivare il futuro: l’impatto di Fairtrade Italia”.
I prodotti certificati. Nel 2024, il valore dei prodotti venduti nel nostro Paese contenenti almeno un ingrediente certificato Fairtrade ha superato i 550 milioni di euro. Un dato che include non solo le materie prime, ma anche i prodotti trasformati che utilizzano uno degli ingredienti certificati, come i biscotti.
Le aziende
In crescita anche il numero di operatori italiani attivi: «Oggi oltre 300 aziende importano, trasformano e distribuiscono prodotti certificati Fairtrade, in crescita del +3% rispetto al 2023 – sottolineano -. Aumentano anche le referenze a scaffale, soprattutto nella GDO, e si rafforza la presenza del marchio nel mercato del non food, con il cotone (+40%) e i fiori recisi (+28%) in forte crescita».
Una tendenza che rappresenta l’inizio di un nuovo corso. «I dati parlano di un’Italia sempre più coinvolta nel cambiamento. In un mondo che chiede responsabilità, Fairtrade rappresenta una risposta concreta per le imprese e per le persone: un sistema che coniuga rigore, trasparenza e impatto reale – sottolinea Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia -. Rafforzare le filiere oggi significa tutelare i diritti umani, affrontare le sfide ambientali e costruire insieme un’economia che guarda al futuro.
Non è solo questione di prezzi giusti, ma di responsabilità condivisa. Per questo lavoriamo ogni giorno al fianco delle aziende italiane, non solo con la certificazione ma anche con strumenti concreti per affrontare le nuove sfide di compliance e tracciabilità, restando sempre connessi ai bisogni dei produttori».



