Il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres: le fonti di energia rinnovabile sono inarestabili


Il discorso sulle rinnovabili di Guterres

Guterres è più che fiducioso e parla di “alba di una nuova era dell’energia pulita“. Per capirlo, non serve molto sforzo, basta guardare il flusso del denaro: l’anno scorso sono stati investiti 2mila miliardi di dollari statunitensi nell’energia pulita, ossia 800 miliardi in più rispetto agli investimenti a favore dei combustibili fossili, con un aumento di quasi il 70% nell’arco di 10 anni. Gli ultimi dati dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili mostrano che il solare, non molto tempo fa quattro volte più costoso dei combustibili fossili, adesso è più economico del 41%. L’energia eolica offshore, invece, del 53%. “Questo cambiamento non riguarda solo l’energia ma è un mutamento di opportunità. – afferma Guterres – l’opportunità di riparare alla nostra relazione con l’ambiente“.

L’anno scorso quasi tutta la nuova capacità energetica installata proveniva da fonti rinnovabili e ciascun continente ha puntato più sulle fonti rinnovabili che sui combustibili fossili. Per tutti questi motivi, ha detto Guterres, un futuro costruito sull’energia pulita non è più una promessa. È già un dato di fatto. E nessun governo, nessuna industria, nessun interesse particolare potrà ostacolarlo. “Le lobby dei combustibili fossili ci proveranno, – ha detto il Segretario generale dell’Onu – e sappiamo fino a che punto potranno arrivare, ma non sono mai stato così sicuro che falliranno perché abbiamo superato il punto di non ritorno“.

Secondo Guterres, le ragioni per crederci e favorire questa transizione sono diverse: la prima è l’economia di mercato. Per decenni, emissioni inquinanti e crescita economica sono cresciute di pari passo. Adesso non è più così perché in molte economie avanzate le emissioni hanno raggiunto il picco, ma la crescita non si arresta.

Solo nel 2023, l’energia pulita ha contribuito per il 10% alla crescita del PIL globale. I posti di lavoro nel settore dell’energia pulita adesso superano quelli nel settore dei combustibili fossili, assicurando un impiego a 35 milioni di persone in tutto il mondo. Persino il Texas, il cuore dell’industria statunitense del petrolio, adesso è leader nelle energie rinnovabili. “Perché è successo? – si è chiesto – Perché ha senso dal punto di vista economico“.

Eppure, l’utilizzo dei combustibili fossili gode ancora di un vantaggio di 9 a 1 nei sussidi al livello globale, una situazione che per Guterres costituisce “una chiara distorsione del mercato“. Chi sta operando questa distorsione, Stati Uniti in primis, non sta proteggendo l’economia, la sta sabotando, mettendo a rischio la competitività.

Un altro motivo per investire nelle energie rinnovabili, come sostiene Guterres, è la sicurezza energetica, perché queste fonti garantiscono la sovranità energetica. Oggi le guerre e le tensioni geopolitiche minacciano seriamente l’approvvigionamento dei combustibili fossili e basta pensare all’invasione russa dell’Ucraina per rendersene conto.

Il terzo e ultimo motivo per cui non si torna più indietro sulle energie rinnovabili, secondo il Segretario generale Onu, è la facilità di accesso. Non si può costruire una centrale a carbone nel cortile di qualcuno ma si possono fornire pannelli solari al villaggio più remoto del mondo. L’energia solare ed eolica possono essere implementate in modo più rapido, economico e flessibile di quanto non potrebbero mai fare i combustibili fossili. E sebbene il nucleare continuerà a far parte del mix energetico globale, non riuscirà mai a colmare questo divario nella facilità di accesso.