I Rifiuti che inquinano mari e oceani sono una vera minaccia per la vita dell’uomo e per l’ecosistema ambiente.
La presenza di numero dei rifiuti nelle acque e nei fondali marini così come nei litorali anche oceanici rappresenta una seria e grave problema ambientale, di cui la plastica è il principale responsabile. Un fenomeno che colpisce durante il Mar Mediterraneo.
Mari e oceani ricoprono tre quarti della superficie terrestre e costituiscono il maggior spazio vitale del pianeta, ospitando presumibilmente milioni di specie, di cui 200 mila tonnellate fino ad oggi
Secondo una stima delle Nazioni Unite, la sopravvivenza di oltre tre miliardi di persone dipende proprio dal corretto funzionamento degli ecosistemi marini e soprattutto dalla conservazione nel tempo della loro biodiversità.
Anche da un punto di vista economico le risorse marine e costiere valgono circa il 5 % del PIL mondiale.
Il 40% degli oceani è attualmente soggetto ad inquinamento, sfruttamento delle risorse ittiche, perdite di habitat costieri e altri effetti delle attività umane.
Negli ultimi anni è cresciuta nel dibattito pubblico la consapevolezza di questo grave problema ambientale, specialmente in relazione all’inquinamento di mari e oceani causato dai rifiuti.
Dalla plastica al vetro, dai metalli al legno, fino ai tessuti e i mozziconi di sigaretta. Tutti questi rifiuti costituiscono una minaccia per tutto l’ecosistema marino, per gli animali che l’ingeriscono soprattutto per le spiagge e i fondali marini che ne risultano sommersi.
Tutt’oggi la plastica risulta essere il principale materiale inquinante di mari e oceani.
I dati sono costantemente aggiornati e si riferiscono a tutti i rifiuti presenti: nell’acqua, sui fondali e sulla superficie. In particolar modo nell’ambito dell’inquinamento delle plastiche sono compresi anche: plastica per la pesca, polistirolo, pellicole, pellet e fibre di plastica.
Infatti, nei mari e negli oceani, sono presenti per la maggior parte plastiche e microplastiche. Risulta evidente che non dobbiamo pensare soltanto a buste o a plastica monouso, ma soprattutto a quegli elementi inquinanti che molto piccoli, rischiano di essere ingeriti con ancora maggior facilità da tutta la fauna marina.
L’operazione davvero necessaria da introdurre deve essere quella della prevenzione.
Come sottolineato dall’ente S.N.P.A. (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), il quale ente svolge un ruolo chiave nelle attività di tutela del mare, dichiara che le plastiche attualmente presenti nell’ecosistema marino rimarranno per troppi anni sepolti nel mare, danneggiandolo gravemente.
L’impegno deve essere però quello di ridurre per il futuro, partendo dallo stop alla produzione di plastica monouso e da una migliore gestione dei rifiuti.
Dobbiamo essere tutti uniti contro la lotta per l’inquinamento.
A cura di Martina Astone



