Anche quest’anno la Chiesa celebra la “Giornata del Creato”, un’iniziativa ecumenica sul tema dell’ecologia integrale, che impegna tutti noi a prenderci cura della nostra “casa comune”.
“Ascolta la voce del creato” è il tema scelto per questa edizione da Papa Francesco, che invita tutta la “famiglia umana” a rispondere con i fatti al “dolce canto” della natura, che purtroppo, drammaticamente, si è trasformato oggi in un “grido amaro”, o meglio in un coro di grida amare, contro i maltrattamenti umani.
In balìa dei nostri eccessi consumistici, la nostra Madre Terra geme e ci implora di fermare i nostri abusi e la sua distruzione. Gridano le innumerevoli specie che si stanno estinguendo, contro l’antropocentrismo dispotico, ovvero contro la prepotenza e la sete di ricchezza di quanti, sordi alle esigenze del bene comune e delle generazioni future, sfruttano illimitatamente le risorse naturali, le acque, i terreni.
Ma soprattutto implorano un cambio di rotta le popolazioni più povere della terra, quelle più esposte e più provate dai cambiamenti climatici, dalla siccità, dalle inondazioni, dagli uragani improvvisi, sempre più intensi e frequenti.
E ancora, gridano i popoli nativi, i cui territori, a causa di interessi economici predatori, vengono invasi e devastati.
E ovviamente, gridano i nostri figli. Minacciati da un miope egoismo, i nostri giovani scendono in piazza, sempre più spesso e sempre più numerosi, per chiedere a noi adulti di fare tutto il possibile per prevenire o almeno limitare il collasso degli ecosistemi del nostro pianeta.
A queste grida amare, siamo chiamati a rispondere con determinazione, modificando sistemi economici e stili di vita dannosi. La conversione ecologica che si richiede per creare un cambiamento duraturo è una conversione comunitaria, ma anche una conversione individuale. Dobbiamo “convertire” i modelli di consumo e di produzione, ma anche i nostri stili di vita, in una direzione più rispettosa del creato e dello sviluppo umano di tutti i popoli, presenti e futuri, in direzione di uno sviluppo fondato sulla responsabilità, sulla prudenza, sulla precauzione, sulla solidarietà e sull’attenzione ai poveri e alle generazioni future. Alla base di tutto deve esserci l’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente
La custodia del Creato, sottolinea Papa Francesco, non costituisce qualcosa di opzionale ma è parte essenziale di un’esistenza virtuosa.
In questa prospettiva, tutti siamo chiamati a impegnarci, con spirito di massima cooperazione, nell’amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri dell’universo una stupenda comunione universale, con cui tornare a intonare tutti insieme il dolce canto di vita e di speranza del Creato.



