La tematica ambientale al centro di dibattiti politici e sociali.

La tematica ambientale risulta essere ancora il centro di un ampio dibattito politico e sociale, in Italia come nel resto d’Europa e nel resto del Mondo. 

Durante il periodo del governo Conte è stata presentata un’ultima versione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) risulta ancora ampiamente migliorabile sotto  vari punti di vista. Principalmente sul piano delle energie rinnovabili, della mobilità ma soprattutto dell’agricoltura intesa come perno principale dell’economia circolare del nostro Paese.

Tale piano nazionale per poter essere approvato, dovrà superare tutto l’iter delle fasi di consultazione pubblica in sede di Consiglio Europeo, anche se di questo l’attuale piano risulta essere abbastanza carente e per tanto sarà sicuramente soggetto a future integrazioni. 

Ecco alcuni aspetti di rilievo che devono caratterizzare la transizione ecologica:

Energie Rinnovabili

L’obiettivo è quello di riduzione delle emissioni di CO2 secondo gli standard della Commissione Europea fino al 2030, bisognerà introdurre almeno un 70% circa di fonti rinnovabili collegate alla rete elettrica, anche se l’attuale PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) ne prevede solo un 55%.
Risultano dunque estremamente fondamentali gli interventi sulla rete elettrica attualmente presente sul territorio nazionale e possono essere realizzati solo con un aumento degli investimenti in infrastrutture rinnovabili. Per tanto è necessario abbattere i lunghi tempi burocratici e dare un avvio definitivo a questa buona pratica che è realmente in grado di garantire una fornitura di energia non inquinante, rendendo anche il nostro Paese indipendente dall’importarne dall’estero.

Sostegno all’agricoltura e all’economia circolare

Il settore agricolo, uno dei principali tessuti del nostro territorio ha un urgente bisogno di interventi di miglioramento. Necessita di urgenti investimenti per garantire la transizione verso un modello agro ecologico, con la finalità di ridurre l’uso di pesticidi e prevedere un aumento della superficie dedicata all’agricoltura biologica. Risulta urgente intervenire anche sul sistema degli allevamenti intensivi per diminuirne l’impatto sulla salute degli animali stessi e dell’uomo che ne consuma le carni, oltre che sull’ambiente. 
Per l’economia circolare servono nuove misure, urgenti, che seguano i principi di base indicati dall’Europa, tra cui la prevenzione e la riduzione dei rifiuti prodotti in particolar modo quelli derivanti dalla frazione monouso. 

Mobilità a zero emissioni

Il settore dei trasporti può essere considerato come uno dei principali responsabili delle emissioni di gas serra e inquinamento atmosferico in Italia.

La più recente stesura del PNRR non da l’occasione per dare una spinta decisiva verso una mobilità a emissioni zero in quanto ha un ruolo marginale nel piano mentre risultano essere le città a produrre la maggior parte delle emissioni.
Sul tavolo delle trattative resta ancora in sospeso la questione dell’elettrificazione dei trasporti che appare essere ancora fortemente critica. Gli investimenti risultano ancora fortemente insufficiente per il raggiungimento dell’obiettivo di sei milioni di veicoli elettrici nel 2030, obiettivo indicato anche nel PNIEC, senza investimenti sulle infrastrutture di ricarica né piani industriali per indirizzare il mercato verso i veicoli elettrici.

Tutela della biodiversità

Tra le varie proposte è possibile evidenziare una quasi totale assenza di proposte di interventi a tutela della diversità biologica del nostro Paese. I nostri territori e il nostro mare devono essere difesi. Pertanto, sono sempre più necessari interventi che consentano di ripristinare, come e dove possibile, l’integrità degli interi ecosistemi. Per tutto ciò che concerne la biodiversità terrestre, grande attenzione è rivolta all’ipotesi dell’utilizzo delle biomasse per uso energetico. Una raccolta di tipo “industriale” non rappresenta una soluzione per l’emergenza climatica infatti la migliore soluzione sarebbe quella di irrobustire il patrimonio forestale del Paese.
Per quel che concerne la biodiversità marina, l’Italia si è assunta l’impegno, ambizioso, di tutelare il 30% dei suoi mari entro il 2030, grazie al progetto internazionale “30×30”.

La transizione ecologica risulta essere un processo necessario che non può più prescindere da giustizia economica e inclusione sociale. Il costo di questa trasformazione non può ricadere solo sulle spalle della cittadinanza, ma deve essere a carico di chi è considerato tra i principali responsabili della crisi climatica e ambientale.

A cura di Martina Astone