Congruità o difformità del progetto escluso dallo screening V.I.A. ??? Le difficoltà normative nei procedimenti autorizzativi ambientali

Il D. Lgs n. 104 del 16 giugno 2017 ha apportato rilevanti modifiche al D. Lgs n. 152/06 “Norme in materia ambientale” concernenti le procedure di valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.

In particolare, nell’ambito della procedura di Verifica di Assoggettabilità a V.I.A., disciplinata all’art. 19 del D.Lgs n. 152/06, è previsto che il proponente trasmetta all’autorità competente un unico elaborato, ovvero lo Studio Preliminare Ambientale predisposto secondo le specifiche dell’allegato IV-bis alla parte seconda del D.Lgs n. 152/2006, sul quale si svolge la consultazione e l’istruttoria.

In ultimo, il D.L. 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2021, n. 108, ha riformato l’art. 19 del decreto dal punto di vista procedurale, reintroducendo la possibilità, da parte dell’autorità competente, di chiedere integrazioni a seguito della fase di consultazione del pubblico, richiesta che era stata eliminata con le modifiche del D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla L. 11 settembre 2020, n. 120.

Innanzitutto è giusto precisare che la verifica di assoggettabilità a V.I.A. è una procedura finalizzata ad accertare se un progetto debba o meno essere assoggettato alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, per cui a modesto avviso dello scrivente, rappresenta una vera e propria procedura preliminare – autorizzativa cui il proponente deve rappresentare in modo chiaro ed esaustivo il progetto coerentemente alle disposizioni normative, nonché completo ai fini della valutazione dei potenziali impatti ambientali.

Tale peculiarità rende la fase di screening estremamente importante in quanto strumento di valutazione globale a cui partecipano non solo tutte le autorità competenti in materia ma anche il pubblico per eventuali osservazioni.

Nonostante la notevole evoluzione subita nel corso degli anni dalle disposizioni della parte seconda del decreto, si deve evidenziare, ancora una volta le enormi difficoltà riscontrate durante i procedimenti autorizzativi post screening V.I.A., quali autorizzazione unica art. 208, A.U.A., A.I.A. ecc.

Molto spesso la fase di screening V.I.A. viene sottovalutata da parte di molte autorità competenti e agenzie regionali che non esprimendosi durante l’istruttoria di valutazione ambientale, trovano enormi difficoltà di collaudo e congruità dei progetti durante la fase di autorizzazione finalizzata all’esercizio; questo a causa dei riadeguamenti progettuali a seguito delle integrazioni che rendono spesso il progetto incongruente con quanto valutato dalla fase di screening V.I.A.

Cosa prevede la norma in tale circostanza?

Nel momento in cui un progetto già escluso dalla fase di screening V.I.A. e in fase di istruttoria per ottenere l’autorizzazione all’esercizio, necessita di adeguamenti impiantistici o di rimodulazioni progettuali, l’autorità competente “dovrebbe”, sospendere l’iter autorizzativo al fine di ri-ottenere un parere di compatibilità ambientale congruo con la proposta rimodulata.

In tale circostanza il proponente a seconda delle modifiche intervenute potrebbe avvalersi delle seguenti procedure ambientali:

Verifica Preliminare di cui all’art. 6 comma 9 del D. Lgs. 152-06
Riesame dello screening V.I.A attivando la proposta progettuale rientrante nell’Allegato IV

paragrafo 8 lettera t) “modifiche o estensioni di progetti di cui all’allegato III o all’allegato IV già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull’ambiente (modifica o estensione non inclusa nell’allegato III)”.

La Verifica preliminare prevede che:

“Per le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti elencati negli allegati II, II-bis, III e IV alla parte seconda del presente decreto, fatta eccezione per le modifiche o estensioni di cui al comma 7, lettera d), il proponente, in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi, ha la facoltà di richiedere all’autorità competente, trasmettendo adeguati elementi informativi tramite apposite liste di controllo, una valutazione preliminare al fine di individuare l’eventuale procedura da avviare.

L’autorità competente, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di valutazione preliminare, comunica al proponente l’esito delle proprie valutazioni, indicando se le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici devono essere assoggettati a verifica di assoggettabilità a VIA, a VIA, ovvero non rientrano nelle categorie di cui ai commi 6 o 7.

L’esito della valutazione preliminare e la documentazione trasmessa dal proponente sono tempestivamente pubblicati dall’autorità competente sul proprio sito internet istituzionale.”

La Verifica Preliminare rappresenta uno strumento normativo finalizzato a valutare gli interventi tecnologici volti a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti esistenti.

Altra soluzione normativa attuabile è quella di ri-sottoporre il progetto (già escluso dalla fase di primo screening V.I.A.) di nuovo a screening per la categoria progettuale rientrante nell’Allegato IV – paragrafo 8 lettera t) “modifiche o estensioni di progetti di cui all’allegato III o all’allegato IV già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull’ambiente (modifica o estensione non inclusa nell’allegato III)”.

Inutile affermare che tutto ciò rappresenta un appesantimento della macchina burocratica che non fa altro che danneggiare il proponente il quale si ritroverebbe immerso in procedimenti autorizzativi molto lunghi.

L’auspicio è che tutte le autorità competenti in materia di rilascio delle autorizzazioni partecipino in maniera concreta già dalla fase di valutazione ambientale dei progetti facendo sì che gli stessi seguano un iter “lineare” nella fase di autorizzazione e soprattutto collaudabili nella fase di esercizio.

a cura dell’Ing. Antonio Mozzillo

I Reati ambientali

Fonti normative: Direttiva 2004/35/CE LEGGE 22 maggio 2015, n. 68 Legge 8 luglio 1986, n. 349 In soccorso alla normativa a tutela del bene ambiente,

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